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«Amica» rappresentata per la prima volta il 16 marzo 1905 a Montecarlo, costituisce il punto di contatto fra due momenti di Pietro Mascagni, quello verista con il quale si era affermato e quello successivo della grande maturità che porterà alla composizione di opere come Isabeau e Parisina.
Costruita attorno ad un plot estremamente semplificato – l’amore di due fratelli per una stessa donna – Amica reca infatti i segni di entrambi gli elementi.
Verista è l’ambientazione, la semplicità e la speditezza dell’azione, estremamente articolati – ed annunciatori di quanto accadrà nei dieci anni successivi – i caratteri dei personaggi nei quali è possibile scorgere i tratti di alcuni miti tipici del primo Novecento focalizzati attorno al “fanciullino” ed al “superuomo”.
Complesso e “strano” l’iter che recò alla genesi di quest’opera, tipico anch’esso di molte vicende artistiche e biografiche mascagnane. Dopo avere incrinato i rapporti con Edoardo Sonzogno che fu il suo editore di riferimento, Mascagni accolse l’invito di Casa Choudens che gli proponeva un contratto per due opere brevi.
Le trattative modificarono il progetto originale, l’accordo fu raggiunto attorno ad un’opera in due atti ed in lingua francese. Così nacque Amica, l’opera più sperimentale di Pietro Mascagni.
La complessità strutturale dell’opera celata dalle linee semplici del soggetto, l’atteggiamento esplorativo della composizione, l’inconsuetudine del momento genetico, uniti alla rarità del titolo, che manca dalle scene dall’ormai lontanissimo 1957, fanno di Amica materia d’indagine raffinatissima per l’Istituzione Scuola di Musica “Clara Schumann” già postasi all’attenzione di pubblico e critica per iniziative produttive attorno a titoli desueti del teatro mascagnano quali Pinotta e Silvano.
Il cast
Sarà una produzione al femminile e volta all’internazionalismo quella che la “Clara Schumann” presenterà sabato 27 agosto 2005 nella raffinata cornice di Villa Carmignani. Maria Elèna Mexia, giovane artista madrilena, curerà la regia con ampio impiego di mezzi audiovisivi ed informatci.
Nada Matosevic, direttrice stabile del Teatro di Fiume, città croata di radicate tradizioni musicali, condurrà l’orchestra e Giovanna De Liso, gradito ritorno per i livornesi, vestirà i panni della protagonista.
Il cast si completa con la presenza di Maurizio Comencini e Carlo Morini, sempre più coinvolti nell’operazione mascagnana della Schumann e con la professionalità di Antonio Marani e Fulvia Bertoli.
I Nostri Interpreti:
Nada Matosevic, direttrice stabile del Teatro di Fiume, città croata di radicate tradizioni musicali, condurrà l’orchestra. Questa raffinata musicista ha compiuto gli studi di pianoforte, flauto e teoria presso la Scuola superiore di musica di Fiume, che è anche la sua città natale, proseguendoli, dal 1989, all’Accademia di musica di Lubiana, dove, nel 1993, si è diplomata in direzione d’orchestra.
Ha gia al suo attivo una vasta esperienza, oltre che con le Orchestre del suo paese (RTV Slovenia, Orchestra della Filarmonica Slovena), anche con I’Orchestra Sinfonica Siciliana, con I’Orchestra Sinfonica di Stato del Messico, con I’Orchestra di Catania, con I’Orchestra di Padova e del Veneto, con I’Orchestra Filarmonica di Udine, con I’Orchestra del Teatro Municipale di Giessen in Germania e con I’Orchestra del Festival di Dubrovnik.
E’ fondatrice dell’Orchestra da camera PRO ARTE (nata nel 1991) della quale è tuttora Direttore Artistico e con la quale si esibisce in Slovenia, Austria ed Italia. A partire dal 1997 insegna, presso la Sezione Regionale dell’Accademia di musica di Zagabria, analisi e forma musicale e lo studio dei ruoli operistici e orchestrali. Dal 1997 è anche attiva quale assistente di Anton Nanut, Responsabile artistico dell’Ottetto Sloveno e dal 1998 è Direttore ospite della Filarmonica di Udine.
Nel 2001 ha fondato la Filarmonica di Fiume, della quale è Direttore artistico e Direttore musicale e nel 2002 ha vinto il Premio della citta di Fiume. Nella stagione 2002/2003 e 2003/2004 ha diretto, al Teatro Filarmonico di Verona, lo spettacolo di balletto Gala d’autunno.
Maria Elèna Mexia, giovane artista madrilena, curerà la regia con ampio impiego di mezzi audiovisivi ed informatici. Coetanea di Nada Matosevic si è diplomata alla Munich International School nel 1990 conseguendo tre maturità (International Baccalaureate, Selectividad, American Diploma).
Nel 1995 si è specializzata con Lode al termine del corso di Margherita Palli presso l’Accademia di Belle Arti di Milano.
Il suo bagaglio si completa con studi di danza classica e di canto lirico. Tra le collaborazioni più recenti figurano quelle con il Teatro Marrucino di Chieti, BunkaKaikan di Tokyo, il Teatro Sociale di Rovigo ed il Grande di Brescia.
Artista polivalente svolge anche una intensa attività di allestimenti e regia luci per eventi musicali sacri ed ha firmato riprese e montaggio del contributo ufficiale del Teatro Regio di Parma per il Centenario Verdiano (2001) , la regia di video, tra cui la rievocazione del flautista Gazzelloni (Udine/Rai), la regia e
montaggio del Dvd commissionato dal Teatro alla Scala, documento ufficiale sulla sua storia (2003).
Nel 2004 le è stata commissionata la regia ed il montaggio del dvd sul restauro e la ristrutturazione del Teatro alla Scala, ed inoltre ha firmato il dvd sulla storia del Teatro Sociale di Rovigo.
A Giovanna De Liso, gradito ritorno per i livornesi, è stata affidata l’impegnativa parte della protagonista.
Cantante dalla solida preparazione tecnica e musicale, Giovanna De Liso predilige i personaggi del primo Novecento italiano.
La sua interpretazione della pucciniana Madama Butterfly è stata apprezzata in tutto il mondo e la mascagnana Lodoletta, nella produzione livornese del 1994, sotto la direzione di Massimo de Bernart, è l’opera che la rivelò all’attenzione del pubblico e della critica.
Un’altra graditissima entrata nel roster del “Festival Mascagni d’Estate” è quella del basso Antonio Marani, ottimo professionista, che molti ricordano nnei panni del Conte mac gregor nella produzione del Centenario di Guglielmo Ratcliff.
Reduci dal vibrante successo arriso alla recentissima messa in scena di Silvano nella bella cornice della Piazza Goldoni, a Livorno, nei giorni del Palio Marinaro, Maurizio Comencini e Carlo Morini, donano la loro voce e la loro inestimabile esperienza ad una nuova impresa mascagnana.
Maurizio Comencini, tra l’altro, è allievo del tenore Augusto Vicentini, uno degli ultimi interpreti della parte di Giorgio (vedi cronologia), e dal maestro ha ricevuto preziosi consigli.
Il cast si completa con un’altra ottima artista, Fulvia Bertoli, che si cimenta con il personaggio di Maddalena, ed infine con l’opera dei “maestri” Stefano Cencetti e Cesare Castagnoli.
_________________ ...la scena a' miei tempi era altra cosa.
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